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Associazione Fotografi Parlamentari

Marco Capovilla, 28 aprile 2012

fonte: http://www.fotogiornalisti.eu/
didascalia: 9 gennaio 2012 - Assemblea costitutiva AFPA Associazione Fotografi Parlamentari
firma: A. Cesareo

 


Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi da parte dei colleghi dell' AFPA  la lettera che volentieri pubblichiamo qui sotto. Ricordiamo che l'AFPA - Associazione Fotografi Parlamentari, costituitasi lo scorso 9 gennaio 2012, associa e rappresenta i fotografi professionisti che svolgono stabilmente la loro attività professionale nell'ambito dell'informazione politico-parlamentare.

La lettera fa riferimento all'intervento del collega Leonardo Brogioni, pubblicato sul nostro sito.

Ringraziamo i colleghi dell'AFPA per le precisazioni e annunciamo una replica da parte di Brogioni in questa stessa pagina.

Buon lavoro a tutti

Marco Capovilla
e la redazione di fotoinfo.net

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Al Presidente Marco Capovilla

Caro Presidente
abbiamo letto l'articolo del collega Brogioni sulla controversia tra fotografi e Camera dei Deputati e sulla costituzione della AFPA pubblicato sul vostro sito il 14 febbraio scorso.
Vorremo solo fare alcune puntualizzazioni per chiarire meglio la vicenda ed evitare spiacevoli equivoci e fraintendimenti.

Una premessa importante è che la Camera dei Deputati può decidere liberamente come, quando e da dove far riprendere i lavori dell'Aula, e tra l'altro come saprà meglio di noi, ci sono paesi (democratici) dove queste restrizioni sono molto più rigide e vincolanti.
La Camera dei Deputati ha ritenuto necessario tutelare la privacy dei suoi membri con una regolamentazione ad hoc, che integrasse le leggi vigenti che voi giustamente avete citato.
Dopo una lunga e faticosa trattativa il punto di incontro è stato quello di trovare un regolamento condiviso che non ledesse gli interessi degli uni e degli altri.
I fotografi continueranno a lavorare come prima senza limitazione alcuna, fatta eccezione per le comunicazioni private dei parlamentari (telefonini, lettere private, dati sensibili sul computer, e-mail).
A ciò bisogna aggiungere che in caso di evidente rilevanza giornalistica malgrado la violazione della privacy, il caso verrà affrontato di volta in volta con la Camera dei Deputati dalla AFPA di concerto con l'ODG e la FNSI.
L'AFPA diventa responsabile dei fotografi iscritti che quindi da ora in poi sono svincolati da ogni tipo di censura che volesse adottare la Camera dei Deputati tramite il collegio dei questori.
Qualunque fotografo non iscritto potrà fare richiesta di iscrizione se in regola con i requisiti, oppure continuare ad accreditarsi presso l'ufficio stampa della Camera dei Deputati come è sempre stato finora.
Non occorre aggiungere che sono stati fatti altri importanti passi in avanti per tutti i fotografi (iscritti e non), come per esempio l'ottenimento dell'apertura per i fotografi di una terza tribuna (oltre alle due tribune già a disposizione), garantendo una maggiore capienza in caso di sessioni particolarmente rilevanti.
Non esiste perciò nessuna casta di fotografi, ma solo un'associazione, come quella dei giornalisti parlamentari, che tutela e cura gli interessi dei fotografi che seguono assiduamente i lavori del Parlamento, in modo autonomo e totalmente indipendente.

Noi non crediamo che: "l'AFPA rischia di diventare l'ennesima piccola lobby italiana che difende la propria rendita di posizione, i propri interessi particolari, senza inserirsi o preoccuparsi di ambiti, questioni e problematiche generali".
Vi invitiamo comunque a vigilare, lasciandoci però almeno il tempo di iniziare ad operare.

Vorremmo anche chiederle di correggere una evidente scorrettezza giornalistica.
A corredo dell'articolo vengono pubblicate delle foto, tra l'altro realizzate tutte da associati all'Afpa, che mostrano Onorevoli in atteggiamenti "disdicevoli", paventando il rischio che la realizzazione di quelle foto potesse esser messa in forse dal regolamento concordato con la Camera. Non è assolutamente così. La foto "incriminata" ritraeva il display del cellulare dell'Onorevole Verdini, nel quale apparivano nomi e numeri della sua agenda. In nessun paese del mondo sarebbe stata pubblicata. Rimane onere degli eletti al Parlamento rispondere dei propri comportamenti nelle sedi istituzionali. Rimane nostro diritto-dovere rendere i loro comportamenti di pubblico dominio.

La ringraziamo per l'attenzione, certi che la nostra risposta godrà della ospitalità del suo sito.

Il Presidente di Afpa Remo Casilli, Il Vicepresidente Giuseppe Lami, Il Segretario Riccardo Antimiani, il Tesoriere Augusto Casasoli, i probiviri Alessandro Di Meo, Marco Lanni, Roberto Monaldo



Ci sono 1 commenti per questo articolo



il 15/05/2012 Leonardo Brogioni ha scritto:

 Al presidente di AFPA Remo Casilli

Caro Presidente
nel ringraziarla per l'attenzione che la sua lettera dimostra, preciso che nel mio articolo vengono elencati solo dei timori e nessuna accusa, più precisamente:
1) l'impianto legislativo italiano in materia era ed è già sufficiente per tutelare sia i soggetti che gli operatori dell'informazione: al suo interno si possono trovare tutte le norme che - anche nei dettagli - elencano tali tutele;
2) nell'articolo parlo di "rischio" di lobby e anzi dico che la creazione dell'Afpa potrebbe anche essere utile.

Indubbiamente l'articolo è scaturito da un atteggiamento sospettoso, ma si metta nei nostri italici panni: l'esigenza di specificare con ulteriori atti formali quello che già la legge dice chiaramente (anche lei nella sua lettera scrive "... come è sempre stato finora") pare Gattopardesco: cambiare tutto per non cambiare niente? E quindi perchè?

Detto questo non posso che essere felice se l'atteggiamento dei colleghi è invece di attenzione e presa di distanza rispetto a tale rischio. Non resta che attendere il momento del brindisi auspicato nel mio testo.

Cordiali saluti

Leonardo Brogioni

p.s.
le foto utilizzate a corredo dell'articolo non paventano nessun rischio ma fanno riferimento a quanto scritto nel codice di autoregolamentazione, con il quale ci si impegna a "non diffondere fotografie e riprese visive atte a rivelare comunicazioni telefoniche, telematiche e epistolari di parlamentari e di membri del Governo presenti in Aula che evidenziano un carattere esclusivamente privato delle stesse" e a "non diffondere fotografie e riprese visive non essenziali per l?esercizio del diritto di cronaca relativa all?attualità e/o allo svolgimento dei lavori in Aula". Quindi sono fotografie che forse non vedremo più e questo ci pare giustifichi una loro pubblicazione non solo corretta, ma anche giornalisticamente e storicamente rilevante.

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