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28 Marzo
2003

Marco Capovilla

Il 24 marzo 2003 l'Unità ha pubblicato a pagina 8 la fotografia che vediamo in questa pagina.
A sua volta la foto era accompagnata dalla didascalia seguente:
Un padre con in braccio il corpo senza vita della piccola figlia morta sotto un bombardamento su Bassora. Nabil/AP
La fotografia originale era invece accompagnata dalla seguente didascalia:
An unidentified Iraqi man holds an unidentified girl wounded after U.S.-led coalition air strikes over the southern Iraqi city of Basra, Saturday March 22, 2003. (AP Photo/Nabil)

Traduzione:
Un uomo iracheno non identificato regge tra le braccia una bambina irachena non identificata ferita in seguito ai bombardamenti della coalizione guidata dagli Stati Uniti su Bassora, città...

01 Febbraio
2003

Carlo Cerchioli

Abbiamo segnalato all’inizio di quest’anno (news La befana del fotogiornalista ) l’uscita su Le Monde Diplomatique di un interessante articolo di Edgar Roskis estremamente critico verso la china discendente che l’informazione fotografica ha preso da qualche anno a questa parte. A corredo dell’articolo sono state pubblicate cinque fotografie della Agence France Presse (AFP), esempi palesi di quei “depliant pubblicitari” di quelle “cartoline” che i fotoreporter si ritrovano a dover fare – loro malgrado? – nelle situazioni di guerra.

01 Febbraio
2003

Leonardo Brogioni

La mattina di Lunedì 3 Febbraio quasi tutti i quotidiani italiani hanno in prima pagina la stessa fotografia: l'immagine di un casco carbonizzato, evidentemente appartenente ad uno degli sfortunati astronauti scomparsi Sabato 1 Febbraio nell'impatto tra lo Shuttle e l'atmosfera terrestre.

28 Gennaio
2003

Leonardo Brogioni

Provo a pensare che siano tutte coincidenze: per caso qualcuno appoggia una borsa con una gigantesca scritta "Louis Vuitton" su un improvvisato supporto posto in mezzo ad un campo da golf; per caso passa un fotografo e scatta un'immagine, proprio lì, inquadrando, per caso ma in primo piano, proprio quella borsa; per caso la foto capita su un tavolo posto nella redazione di un prestigioso settimanale italiano e per caso viene pubblicata. Non torna: l'eccesso di coincidenze legittima il mio sospetto.

01 Gennaio
2003

Roby Schirer

La rivista Visto ha pubblicato in un numero di Dicembre alcune foto sulle vittime del terremoto in Molise. In primo luogo l'immagine - scontata - delle bare dei bambini morti: rubata nel Palasport di San Giuliano a cui era vietato l'accesso a telecamere e fotografi, consegna alla quale tutti gli operatori dell'informazione avevano concordato di attenersi per rispetto alle famiglie delle vittime. E qui c'è una prima infrazione dell'etica professionale, perchè violando l'accordo si è mancato alla parola data dai colleghi. Ma ancora più grave è la pubblicazione di una seconda serie di fotografie, rubate questa volta al cimitero, e cioè le riproduzioni direttamente dalle tombe delle facce dei piccoli morti nella scuola.
Non solo la...

01 Luglio
2002

Carlo Cerchioli

Il 14 luglio 2002 su la Repubblica compare, a pagina 19 in taglio basso, una foto di Romano Prodi e Sergio Cofferati che si stringono la mano sorridendo al fotoreporter. La fotografia è a corredo, insieme ad un ritrattino di Giuliano Amato, di un pezzo di Umberto Rosso, inviato del quotidiano a Camaldoli, al seminario - a porte chiuse - dei partiti della coalizione dell'Ulivo. Il titolo, Camaldoli «benedice» Cofferati, rispecchia il contenuto dell'articolo, collage di una serie di dichiarazioni che consacrano il segretario della Cgil "fra i pesi massimi della coalizione". Il problema è che non c'è una dichiarazione esplicita di Prodi e soprattutto che Cofferati non era presente al seminario. Già durante la giornata giornali radio e tg...

01 Aprile
2002

Marco Capovilla

L'Espresso e Panorama, i due maggiori settimanali d’informazione italiani, sono usciti in edicola il giorno 21 marzo 2002 con la stessa foto di copertina.

Un lettore medio si chiederà stupefatto come ciò sia possibile.

Anche noi fotografi professionisti che operiamo nel campo dell’informazione ci chiediamo con altrettanto stupore come ciò sia stato possibile.

Le ipotesi che si possono fare sono molte.

Ne proponiamo qualcuna, senza la pretesa di suggerire quella più verosimile.

01 Dicembre
2001

Marco Vacca

Sui giornali di questi giorni, a corredo delle indagini in corso sulle cellule di Al Qaida troviamo ripetutamente fotografie di musulmani in preghiera. È vero che ricercati e sospetti usavano come copertura e luogo di ritrovo centri islamici e moschee milanesi. Ma cosa c’entrano le preghiere dei musulmani con le indagini sul terrorismo?
E’ evidente a tutti il parallelo che chi legge quegli articoli è autorizzato a fare:musulmano uguale terrorista . e siccome nella vulgata italiana un musulmano lo riconosci solo quando prega, cosi come una musulmana la si distingue dal velo, ecco qua che se devi parlare di qualcosa che ha a che fare con l’islamismo, il più alto contributo alla creatività che posso dare è nient’altro che...

01 Novembre
2001

Carlo Cerchioli

Venerdì 16 novembre i lettori della prima pagina di Repubblica e Corriere della sera sono stati portati a credere che per i marines Usa è arrivato il momento dell'azione, dell'arrivano i nostri. Avevamo visto solo immagini delle truppe dell'Alleanza del Nord, ma qui ci sono le forze speciali equipaggiate di tutto punto, in assetto da combattimento.
Sono le prime fotografie delle truppe americane in Afghanistan e nell'impaginazione hanno avuto molto risalto. "Obiettivo Bin Laden" titola a 5 colonne la Repubblica, con la fotografia su 4, come d'abitudine non firmata; la didascalia è generica "Un soldato delle forze speciali Usa appena sbarcato da un elicottero in un villaggio in mano all'Alleanza del Nord". (foto in alto)

01 Settembre
2001

Marco Capovilla

La legge n° 675/96, nota come Legge sulla Privacy, ha fissato, tra le altre cose, anche le norme che i giornalisti devono seguire nel trattamento dei dati personali. Queste norme, entrate in vigore il 18 agosto 1998, riguardano naturalmente anche le immagini di persone, in particolare quelle in stato di detenzione.

ART. 8 - Tutela della dignità della persona
1. Salva l'essenzialità dell'informazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona, né si sofferma su dettagli di violenza, a meno che ravvisi la rilevanza sociale della notizia o dell'immagine.

2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia...

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