| La Padania, Libero, Il Giornale: la fotografia al servizio dell'ideologia. Matteo Bergamini |
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Il nostro viaggio nel giornalismo italiano si è spesso soffermato sugli esempi macroscopici di cattivo uso delle fotografie. Abbiamo indicato gli esempi peggiori, i più brutti, o quelli messi particolarmente in evidenza a causa di una tiratura importante. Ci siamo resi conto, però, di aver dato poca attenzione ad alcune pubblicazioni, senza loro evidente colpa. Cerchiamo di rimediare proponendovi uno speciale (per ora concentrandoci su tre quotidiani con una forte connotazione ideologica) che si propone di analizzare l'utilizzo "medio" della fotografia giornalistica all'interno di ciascuna testata. La Padania Quotidiano di formato tabloid, La Padania è dedicato ai simpatizzanti della Lega Nord; è composto da 24 facciate, di cui solo 6 a colori, tra cui la copertina. Non brilla per qualità grafica ne resa fotografica (ad esempio, capita spesso di vedere stampate foto a bassa risoluzione). Cominciamo dalla prima pagina, specchio dei contenuti complessivi: |
| fonte: La Padania, 16 luglio 2008, pagina 1 |
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| fonte: La Padania, 16 luglio 2008, pagina 1 titolo dell' articolo: Scordiamocelo! firma: fotografia non firmata |
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| fonte: La Padania, 16 luglio 2008, inserto pagina I titolo dell' articolo: VIVA World Cup 2008 |
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| fonte: La Padania, 1 agosto 2008, pagina 6 titolo dell' articolo: "Un presidente condiviso o losceglierà la maggioranza" firma: fotografie non firmate note: Probabilmente la foto di destra ritrae Marco Reguzzoni. Non c'è didascalia ma lo si evince dalla lettura dell'articolo e dell'occhiello laterale. Probabilmente i lettori abituali de La Padania lo riconoscono a colpo d'occhio. |
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La Padania adopera soprattutto un modello di fotografia "iconica", dove le immagini funzionano in quanto immediatamente riconoscibili, facenti parte dello stereotipo. La tensione è volta a usare un codice pittorico (formato dalla quantità, grande ma non infinita, delle immagini fotografiche depositatesi nella memoria dei lettori) nel quale si possano velocemente identificare soggetti e riferimenti dei messaggi che la redazione vuole mandare. Il racconto della realtà è tenue, assolutamente secondario, limitato alle immagini semplici. Come una cronaca composta solo da luoghi comuni e frasi fatte. Libero Libero è un quotidiano composto da 48 facciate, tutte a colori, con un aspetto grafico abbastanza curato. Nelle sue pagine trovano posto "solo" una cinquantina di fotografie. Di solito è un buon segno, vuol dire immagini più grandi e quindi più importanti, ma... Diamo un'occhiata alla copertina del numero 183: |
| fonte: La Padania, 1 agosto 2008, pagina 6 titolo dell' articolo: "Un presidente condiviso o losceglierà la maggioranza" firma: fotografie non firmate note: Probabilmente la foto di destra ritrae Marco Reguzzoni. Non c'è didascalia ma lo si evince dalla lettura dell'articolo e dell'occhiello laterale. Probabilmente i lettori abituali de La Padania lo riconoscono a colpo d'occhio. |
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La Padania adopera soprattutto un modello di fotografia "iconica", dove le immagini funzionano in quanto immediatamente riconoscibili, facenti parte dello stereotipo. La tensione è volta a usare un codice pittorico (formato dalla quantità, grande ma non infinita, delle immagini fotografiche depositatesi nella memoria dei lettori) nel quale si possano velocemente identificare soggetti e riferimenti dei messaggi che la redazione vuole mandare. Il racconto della realtà è tenue, assolutamente secondario, limitato alle immagini semplici. Come una cronaca composta solo da luoghi comuni e frasi fatte. Libero Libero è un quotidiano composto da 48 facciate, tutte a colori, con un aspetto grafico abbastanza curato. Nelle sue pagine trovano posto "solo" una cinquantina di fotografie. Di solito è un buon segno, vuol dire immagini più grandi e quindi più importanti, ma... Diamo un'occhiata alla copertina del numero 183: |
| fonte: Libero, 1 agosto 2008, pagina 1 |
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| fonte: Libero, 1 agosto 2008, pagine 12 e 13 titolo dell' articolo: CPT al collasso, sbarcano 1000immigrati didascalia: Un gruppo di immigrati clandestini intercettati vicino la costa di Lampedusa nei giorni scorsi. (il testo continua per altre 23 righe, ndr) firma: fotografia non firmata |
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| fonte: Libero, 16 luglio 2008, pagine 20 e 21 titolo dell' articolo: "Velo, minacce e i figli dell'altraLa mia vita con l'islamico bigamo" didascalia: Prima denuncia in Italia. Donne iraniane, vestite con il tradizionale chador, partecipano alla preghiera del venerdì all'Università di Teheran (il testo continua per altre 9 righe, ndr). firma: fotografia non firmata |
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| fonte: Libero, 16 luglio 2008, pagina 21 titolo dell' articolo: Il Comune chiama la rom incattedra per educare i bambini italiani didascalia: Bivacchi e abbandono. Alcuni nomadi, adulti e bambini, bivaccano in un campo rom abusivo a Milano, in via Pecetta, il più grande di Milano. Ieri il premier Silvio Berlusconi ha precisato alla Ue che le impronte ai piccoli servono a combattere l'evasione scolastica. firma: fotografia non firmata |
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| fonte: Libero, 16 luglio 2008, pagina 21 titolo dell' articolo: Il Comune chiama la rom incattedra per educare i bambini italiani note: Box di testo posto sopra la foto, come se fosse (solo) la didascalia. |
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| fonte: Libero, 1 agosto 2008, pagina 12 titolo dell' articolo: Spot sul bello dell'Islam neimetrò New York si ribella: una presa in giro |
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| fonte: Libero, 1 agosto 2008, pagina 12 titolo dell' articolo: Spot sul bello dell'Islam neimetrò New York si ribella: una presa in giro didascalia: L'11 settembre 2001. Le Torri Gemelle colpite. firma: fotografia non firmata note: A destra dell'immagine si notano alcune scritte presenti sulla stampa originale. Probabilmente un errore d'impaginazione. |
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L'impressione che ci siamo fatti è che Libero metta in gioco una conoscenza più raffinata della comunicazione per immagini: vengono scelte e utilizzate fotografie d'impatto, non sempre scontate o iconiche, spesso corredate da didascalie, in modo da guidare la lettura e richiamare l'attenzione sui fatti giudicati più importanti. Ma la coerenza tra ciò che le fotografie mostrano e l'essenza delle notizie accompagnate è spesso costruito ad arte: si usa il potere di persuasione della fotografia come supporto al messaggio che si vuol dare, nascondendosi tra le righe del "buon giornalismo". Potremmo chiamarlo un uso "ideologico" della fotografia. Peccato che l'etica del giornalista stia da tutt'altra parte. Il Giornale E' un quotidiano con un'impostazione grafica abbastanza classica, curato, normalmente composto da una quarantina di facciate, di formato medio-grande, quasi tutte a colori. Abbiamo contato mediamente 4 foto per pagina, a volte anche di dimensioni importanti. In copertina troviamo spesso foto d'attualità, anche se difficilmente si tratta di notizie internazionali ma più spesso di avvenimenti che coinvolgono la classe politica. Prendiamo una prima pagina tra le tante: |
| fonte: Il Giornale, 17 agosto 2008, pagina 1 |
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Siamo in pieno periodo olimpico, al centro campeggia uno scatto del centometrista Bolt che indica platealmente le proprie scarpe, mentre la redazione si premura di farci vedere (con una piccola foto tagliata rotonda, incastonata in quella principale) che ha corso e vinto la finale dei 100 metri, proprio una stringa slacciata. Nelle sezioni interne possiamo notare un atteggiamento più articolato rispetto al fotogiornalismo. Possiamo trovare articoli illustrati con fotografie che pretendono di sembrare icone dei concetti espressi. |
| fonte: Il Giornale, 16 luglio 2008, pagina 7 titolo dell' articolo: "Venerdì finisce l'emergenzarifiuti a Napoli" didascalia: In ordine: 1 Monnezza addio. Venerdì Consiglio dei ministri a Napoli; 2 Intercettazioni: "Una barbarie per un paese civile"; 3 Il futuro del PdL: "Protagonista dei prossimi 50 anni"; 4 Federalismo fiscale: "Ma non è un favore alla Lega" firma: fotografie non firmate |
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Articolo di taglio basso sul discorso del primo ministro ai deputati del suo partito accompagnato da ben quattro foto con titolo e guarnitura rappresentata da altrettante frasi tratte dal testo del discorso. Ovviamente le dichiarazioni trattano di intenzioni future, mentre le fotografie le legano apertamente ad un anonimo presente. Di vere didascalie o firma delle immagini, nemmeno l'ombra. In altre occasioni possiamo osservare dei piccoli reportage. Sempre nel numero del 16 luglio si racconta della clinica "Il Nespolo", definita "casa dell'eutanasia", scovata dall'inviato Gabriele Villa in provincia di Lecco. Villa, che scrive con grande ispirazione (e non poca retorica) e probabilmente autore anche delle fotografie che accompagnano il pezzo. Sembrano davvero realizzate per l'articolo, ma sono così anonime che paiono uscite da un depliant di basso livello. Un po' più interessante un'inchiesta sull'accattonaggio che troviamo annunciata perfino in copertina. |
| fonte: Il Giornale, 1 agosto 2008, pagina 11 titolo dell' articolo: Io, accattona a Milano col placetdella polizia: "Se vai in stazione..." firma: foto non firmate |
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| fonte: Il Giornale, 1 agosto 2008, pagina 11 titolo dell' articolo: Io, accattona a Milano col placetdella polizia: "Se vai in stazione..." didascalia: "Hai spiccioli?" La nostra cronista mentre chiede l'elemosina in pieno centro a Milano. A sinistra eccola in mezzo al traffico di corso Venezia. A destra mendica in via Montenapoleone. In un'ora si tirano su circa dieci euro, quindi in tutto 1440 euro ogni mese. firma: fotografie non firmate |
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Questi piccoli segnali positivi, va detto, annegano però in un mare di testine (40%) e di foto generiche (circa il 25% sul totale). Ogni tanto, comunque, notiamo una (minima) abilità nell'uso di foto d'agenzia. Spiccano in particolar modo le pagine sportive (ma è un gioco facile), anche se troviamo altri piccoli esempi. Ad esempio le fotografie di una scuola di Mestre in cui è stata attivata una classe senza che ci fossero studenti, che ci permettono di vedere almeno come sono fatti gli edifici e i banchi dell'istituto stesso. O il servizio sugli hotel più strani del mondo, illustrato con immagini di alberghi a forma di cane e di albero. O il frequente uso di fotografie da impaginare come "foto-notizie", specialmente nelle pagine di cronaca locale. Meno apprezzabili, certamente, i casi in cui si mescolano coscientemente immagini pertinenti ad immagini scorrette giornalisticamente ma rafforzative della propria tesi. |
| fonte: Il Giornale, 1 agosto 2008, pagina 11 titolo dell' articolo: Io, accattona a Milano col placetdella polizia: "Se vai in stazione..." didascalia: I carabinieri tirano dritto. Ecco la nostra cronista nei panni di un'accattona in due scatti lungo via Torino, a due passi dal Duomo di Milano. La gente versa monete, mentre due carabinieri sembrano non accorgersi della sua presenza. Più tardi sarà invece fermata dalla polizia. firma: fotografie non firmate |
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| fonte: Il Giornale, 16 luglio 2008, pagina 11 |
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| fonte: Il Giornale, 16 luglio 2008, pagina 11 titolo dell' articolo: "Io, assolto per il G8 Trattato daboia senza sapere il perché" didascalia: In ordine: 1 Accusa: i pm Vittorio Ranieri Miniati e Patrizia Petruzziello; 2 Popolo sovrano: il giudice Renato Delucchi legge la sentenza. firma: fotografie non firmate |
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| fonte: Il Giornale, 16 luglio 2008, pagina 11 titolo dell' articolo: "Io, assolto per il G8 Trattato daboia senza sapere il perché" didascalia: Guerra civile: uno dei manifestanti durante gli scontri del 2001. firma: fotografia non firmata |
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| fonte: Il Giornale, 16 luglio 2008, pagina 11 titolo dell' articolo: Caduto il primo teorema, toccaal caso Diaz firma: fotografia non firmata |
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E' chiaro che il punto di vista con cui si affronta l'argomento su Il Giornale è di parte. Ma è altrettanto chiaro che si sfrutti la fotografia non per motivare la propria posizione ma solo mper "alzare il volume" della propria voce. L'impressione che abbiamo è che al Giornale non manchino le conoscenze ne il mestiere per fare un uso appropriato della fotografia giornalistica (anche se ci si discosta raramente da un registro "scolastico" nella scelta delle immagini). Però, soprattutto su certi temi, si usa più la leva del clamore che quella dell'onestà. Fotografia per l'ideologia Concludendo, ci sembra che quanto visto e letto rafforzi l'ipotesi che La Padania, Il Giornale e Libero usino la fotografia giornalistica come più viene comodo, senza timore di tradire la fiducia del lettore. Note I quotidiani analizzati sono quelli presenti in edicola il 16 luglio, il 1 e il 17 agosto 2008. I calcoli sono stati fatti senza distinguere tra le pagine nazionali e quelle locali. Non sono state considerate le immagini pubblicitarie, nemmeno se promozionali dello stesso giornale o di prodotti dello stesso editore. |
| fonte: Il Giornale, 27 agosto 2008, pagina 1 note: dal sito www.windpress.it |
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| fonte: Libero, 27 agosto 2008, pagina 1 note: dal sito www.windpress.it |
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