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Il master alla John Kaverdash di Milano

tre ex-studenti del Master
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Sessanta ore sotto la guida esperta di Sandro Iovine

01/10/2008

Il master in fotoreportage alla John Kaverdash, scuola fotografica sui navigli milanesi diretta da Roberto Mineo, è da alcuni considerato uno dei corsi più qualificati su questo argomento.
Da frequentatori del master nell'anno 2006/2007, siamo in grado di fornire alcune informazioni e consigli a chi volesse avvicinarsi a questa esperienza.

E' fondamentale sottolineare che il corso è un buon corso perchè il docente è un ottimo docente: ovvero, non è la scuola che qualifica il corso, ma è Sandro Iovine che rende il master in fotoreportage della Kaverdash un ottimo master.
Il docente infatti, direttore della rivista "il fotografo", è un grande esperto di reportage ed è dotato di grande senso critico e di una sconfinata cultura dell'immagine. Iovine tiene anche il corso di comunicazione visiva, presso la stessa scuola, e chi lo ha frequentato ne ha parlato con grande entusiasmo.
Sandro Iovine sviluppa nelle sue lezioni, che nel nostro caso si sono svolte tra ottobre del 2006 e marzo del 2007, il tema del reportage accompagnando gli iscritti attraverso un percorso formativo costituito da numerosi esercizi ma anche dalla osservazione e dal commento di tantissime immagini dei maestri di questa disciplina, fondamentali per far capire che cosa è stato veramente e che cosa è il fotoreportage in Italia e all'estero.

Nel caso del nostro corso, nel quale si è sviluppato anche un grande feeling tra i partecipanti, Iovine ci ha accompagnato attraverso una numerosa serie di esercizi che ci hanno insegnato innazitutto a saper "guardare", è la presenza all'interno della vicenda e dell'azione che è fondamentale per comporre un reportage che funzioni veramente. Fin dall'inizio ci ha consigliato di eliminare dal nostro corredo le ottiche troppo lunghe. "Il vostro tele sarà al massimo il 50mm". Effettivamente, con il passare del tempo e degli esercizi che abbiamo effettuato durante il corso, ci siamo sempre più resi conto di quanto fosse importante entrare letteralmente all'interno della scena.

Scopo del master è quello di imparare a confezionare dei lavori "vendibili" considerato il difficile panorama dell'editoria italiana. Gli esercizi che vengono svolti hanno come scopo l'educazione alla produzione di un lavoro che abbia un senso compiuto, ovvero il confezionamento di una vera e propria "storia" fotografica. La costruzione di una storia è quello che viene chiesto agli studenti: vengono infatti effettuati due lavori: uno a metà e uno alla fine del master. I lavori prendono forma di fronte alla platea di tutti gli studenti. E' il gruppo che con l'aiuto del docente selezione, commenta, approva e critica; fino ad arrivare ad una storia che abbia senso compiuto.

Per inciso, chi si iscrive al master, visto che con i suoi circa 2000 euro di iscrizione non è proprio economicissimo, dovrebbe essere già in grado di fotografare, in pratica dovrebbe essere edotto sull'utilizzo di diaframmi, tempi di espoisizione, messa a fuoco... e non dovrebbe avere un’infarinatura generica, o addirittura non aver mai preso in mano una macchina fotografica. Questo purtroppo accade in teoria, poichè la direzione della scuola a nostro avviso non fa un'accurata selezione dei partecipanti nella fase dei colloqui di ammissione, e quindi spesso il corso è costretto ad andare a più velocità, tralasciando alla fine alcuni aspetti del programma che Iovine vorrebbe affrontare. Questo è secondo noi il vero punto dolente del master: la presenza infatti di neofiti o principianti (senza nulla togliere a chi con impegno vorrebbe avvicinarsi al meraviglioso mondo della fotografia) rende difficoltoso lo svolgersi corretto di tutti gli esercizi, con persone che spesso rimangono indietro e che vanno per forza di cose aspettate.
Rispetto a quanto previsto dalle informazioni ufficiali rintracciabili sul sito, sono mancati del tutto gli incontri con professionisti esterni (fotografi, photo editor, giornalisti e responsabili di agenzia) e quindi quel contatto diretto con il mondo del lavoro che serve spesso a colmare la differenza tra teoria e pratica. Peccato!

Eccettuati questi aspetti negativi, il corso si svolge bene poichè Iovine, col trascorrere delle lezioni, instaura con gli studenti un rapporto molto costruttivo per il gruppo. C'è da dire che il docente, inizialmente molto severo, ci fa capire col suo comportamento che il mondo del fotoreportage è tutt'altro che rose e fiori e in questo modo prepara gli allievi a quello che potrebbero trovare se decidessero di tentare la carriera professionale.

Altre informazioni “ufficiali” si possono trovare sul sito della scuola:

http://www.johnkaverdash.it/home.html
http://www.johnkaverdash.it/master_reportage.html

Nicola Ughi
Alberto Campi
Alessandro Fasolo Garzia

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