Getty & Flickr just married


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Flickr loves you!" è la scritta che è apparsa il 9 luglio 2008 sul blog di Getty Images . Una dichiarazione d'amore che cela un matrimonio di interessi tra l'agenzia fotografica per antonomasia e il più noto sito di photo sharing. Getty infatti selezionerà alcune immagini inserite dagli utenti su Flickr per poi proporre agli autori un contratto di vendita delle stesse. Le immagini così scelte andranno a far parte di una apposita collezione che sarà disponibile su gettyimages.com Naturalmente la partecipazione è facoltativa e sarà limitata ai fotografi invitati; ad essi l'agenzia offrirà un contratto alle stesse condizioni applicate ai fotografi professionisti, dopo aver verificato che le immagini rispettino le norme di legge, ad esempio riguardo le liberatorie delle persone riprese.

La "Flickr collection" prevederà tre modalità di acquisizione delle foto, a seconda del loro utilizzo: royalty-free (il 20% ai fotografi in caso di vendita), rights-managed (30 o 40% percento ai fotografi) o rights-ready (con percentuale da stabilire). Jonathan Klein, co¬fondatore e amministratore delegato di Getty Images, ¬ ha anticipato che il compenso per l’uso in esclusiva di una singola foto dovrebbe essere compreso tra i 150 e i 240 dollari e che in assenza di esclusiva si scenderà a circa 50 dollari.
Flickr non avrà voce in capitolo sulla gestione economica delle immagini e NON prenderà percentuali sulla loro commercializzazione, ma guadagnerà sicuramente dall'aumento degli introiti pubblicitari e della tariffa annuale di iscrizione dei suoi membri (adesso di 24,95$).
Le due aziende non hanno voluto fornire altri dettagli sul loro accordo economico, che ci sarà e che nei prossimi giorni verrà raggiunto e formalizzato.

In questa notizia ci sono tutti gli elementi che hanno caratterizzato lo sviluppo della fotografia negli ultimi anni: espansione di internet, photo sharing, citizen journalism, monetizzazione delle immagini amatoriali, oligopolio delle grosse agenzie fotografiche.

Mi sento di dire che non trovo niente di scandaloso in questo accordo. Ma non devo essere il solo perchè non ci sono state molte voci di protesta. L'unica è stata quella di Photoshelter (comunità di fotografi che fornisce un servizio on line di archiviazione e vendita di immagini dietro pagamento di una quota per lo spazio utilizzato sui suoi server da chiunque crede che le proprie foto possano avere un valore commerciale). Un post di Allen Murabayashi (amministratore delegato di Photoshelter) è stato pubblicato su blog.photoshelter.com con il titolo esplicativo "Come Getty uccide il mercato delle foto di stock ". Ma è stata la reazione stizzita di chi è stato corteggiato da una donna bella e ricca che poi ha sposato l'amico (Getty ha contattato 4 volte Photoshelter nel 2007 per tentare un accordo economico simile a quello concluso con Flickr).

Getty ha preferito Flickr a Photoshelter. E' una scelta emblematica. E nella reazione di Photoshelter sta il vero motivo di interesse di questa vicenda.

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Perchè i fotografi utilizzano Photoshelter?
Prima di tutto per la semplicità di inserimento e di gestione delle proprie immagini (Photoshelter mette a disposizione degli strumenti agili, intuitivi e professionali che permettono al fotografo di curare autonomamente e con efficacia il proprio archivio al fine di commercializzarlo: ad esempio l'obbligo di inserire didascalie e parole-chiave per ogni fotografia).
In secondo luogo perchè la comunità di Photoshelter è composta da un grande numero di fotografi professionisti (e quindi molti photo editor e agenzie pubblicitarie lo frequentano spesso alla ricerca di immagini da acquistare, rendendolo di fatto un'ottima vetrina per chi lo utilizza).

Perchè invece viene usato Flickr? Essenzialmente per dare visibilità (e in certi casi condividere liberamente) il proprio lavoro fotografico amatoriale. E' la classica comunità di photo-sharing.

Con l'accordo Getty-Flickr per la prima volta vengono monetizzate le immagini degli utenti di Flickr, rendendo pubblico il fatto, perchè - privatamente - sono anni che photo editor e agenzie pubblicitarie contattano direttamente gli autori di Flickr per avere loro immagini (spero dietro compenso). Getty non ha fatto altro che istituzionalizzare questa metodologia: usando Flickr per il suo lavoro di scouting (ricerca nuovi talenti) e preferendo la spontaneità dei fotoamatori alla rigidità dei professionisti.

Internet permette una visione immediata delle immagini, le moderne fotocamere permettono la realizzazione di immagini di ottima qualità, i fotoamatori sono sempre più evoluti, quindi questo matrimonio annunciato non è che la presa di coscienza del mercato sulle potenzialità economiche dei nuovi mezzi di comunicazione. Ha detto Kakul Srivastava (general manager di Flickr): " (...) i fotografi su Flickr hanno avuto una grande influenza sull'estetica della fotografia commerciale, con la loro spontaneità e il loro modo all'avanguardia di guardare il mondo, che molti clienti hanno trovato molto accattivante". La proverbiale capacità di Getty di individuare le immagini più commerciabili sembra dargli ragione.

Il fotografo professionista che probabilmente non ha mai inserito le proprie immagini su Flickr, anche a causa dei poco chiari "Termini di utilizzo " del servizio, da adesso guarderà questo sito diversamente. Ci metterà delle immagini, magari con uno pseudonimo, senza dover fare la fatica di inserire keywords, captions e compagnia bella, semplicemente stando ad aspettare o sperando che Getty gliele chieda.

Flickr diventa un diretto concorrente di Photoshelter. E' chiaro che questo a Photoshelter non può piacere.

Tutta la vicenda infine ruota intorno alle nuove frontiere della pubblicità su Internet: Flickr non guadagna dalla gestione economica delle immagini selezionate da Getty (anche se ne ha circa 2 miliardi inserite spontaneamente dagli utenti), ma dalla sua visione. Tanta gente guarda le foto e quindi anche le pubblicità che ci stanno accanto. Un po' come succede alle versioni online dei quotidiani. Alla fine ci guadagnano tutti, tranne i fotografi scarsi e sfortunati. Quelli bravi, quelli preparati, quelli che hanno dedicato tempo, soldi ed energie alla formazione professionale non hanno niente da temere. Altre sono le strade che potranno imboccare, altri sono i mezzi a loro disposizione per diffondere adeguatamente un lavoro di qualità.

Leonardo Brogioni